16 February 2012

Noa's performance at the Sanremo Festival (Italy) (International Guest 2012)





Eugenio Finardi, in gara con la canzone "E tu lo chiami Dio"
Arrivo a Sanremo per caso, io sono editore della canzone che però non è stata scritta da me. Questa canzone l'ho proposta a Morandi e lui mi ha risposto dicendomi che dovevo cantarla io all'Ariston. A Morandi non si può dire di no. Come autore non sono mai stato bravo a scrivere canzoni sanremesi. Questa canzone non è una sfida, ma una proposta. Morandi ha accudito tutti i cantanti, ha dimostrato di avere tanta cura e attenzione nei nostri confronti. Mi ha anche dato un consiglio davvero utilissimo. Non mi sembra giusto dire che nel suo Festival le canzoni siano sminuite dall'intervento di Celentano. Abbiamo aspettato tanto prima di cantare, questo è vero. Chi suona dopo ha ovviamente un pubblico meno ampio rispetto a chi canta per primo. Ma lo sapevamo che sarebbe stato così, mi aspettavo che avrei cantato poco prima di mezzanotte.
E' davvero improbabile pensare che io possa vincere questo Sanremo. Se vincessi io dopo Vecchioni, finirebbe per essere il Club Tenco e non il Festival.
Con Noa ci sono stati mesi e mesi di contatto tramite Skype. Ci conosciamo da poco, ma ci conosciamo molto bene. Ho grande stima per Noa, mi è piaciuto molto l'idea di far cantare Noa in napoletano e io in inglese. I Solis sono un quartetto d'archi, veri protagonisti della musica italiana. Noa condivide con me l'idea che se si è in due sul palco, i due artisti ci guadagnano. In Italia non sono tanti quelli che la pensano così.

Per noi la musica è concerto. L'impegno sociale è alla base di questa mia presenza a Sanremo, dove ho deciso di tornare dopo 12 anni. Anche chi lavora nel mondo della musica deve avere presente l'idea che l'impegno civile è fondamentale ogni giorno. Ilm mio cd che esce oggi è radicato nel passato, ma affronta anche il presente grazie a 5 pezzi inediti. E' un'avventura da indipendenti che ha qualcosa di miracoloso.

Noa, protagonista del duetto internazionale con Eugenio Finardi


Ci sono artisti che amano e lodano il Dio della musica. Io appartengo a questa categoria e mi piace poter lavorare con cantanti simili a me come Eugenio. Lui ha dedicato la sua carriera ad un profonda ed accurata ricerca artistica. Mi ha fatto sorridere la proposta di cantare in dialetto napoletano. Mi piace il progetto "Noapolis", figlio del nostro grande amore per la musica. Il giornalista de "Il Mattino" Federico Vacalebre mi ha fatto sentire tantissima buona musica e mi ha aiutato nell'ispirazione. Io sono ambasciastrice della Fao, voglio aiutare le persone del Terzo Mondo che soffrono la fame, in particolare i bambini denutriti. In tv grazie all'Eurovisione abbiamo la possibilità di trasmettere un importante messaggio. Siamo a Sanremo per donare la nostra musica a tutti voi. Nella musica ci sono tanti malati di egocentrismo, io ho sempre creduto molto nei progetti comuni, so che Eugenio la pensa come me.



I Solis

In passato ci siamo presentati assieme ad Elisa, quando lei ha vinto il Festival di Sanremo. Ormai siamo assieme da 22 anni, ogni tanto riceviamo la proposta di partecipare al Festival assieme ad altri artisti e questo fattore ci inorgoglisce davvero tanto.

di Mario Guglielmi




ROMA - Seduta in una poltrona dell'albergo romano in cui la incontriamo, Noa quasi si perde: Ë minuta e ha il corpo scattante di una ragazza, il volto riluce senza bisogno di trucco per esaltarne la bellezza. A 42 anni, e con tre figli di 9, 6 e 2 anni, Noa vanta una prestigiosa carriera internazionale che la costringe a viaggi frequenti e a una vita complicata ma anche piena di soddisfazioni. Con Gil Dor, che le siede accanto durante l'intervista, il suo maestro di musica diventato suo autore e collaboratore di lunga data, hanno tenuto centinaia di concerti in tutto il mondo, interpretato e registrato canzoni in molte lingue europee e asiatiche, in arabo come in ebraico.

LA VIDEOINTERVISTA 1

Noa Ë nata a Tel Aviv da una famiglia di ebrei yemeniti, ha trascorso l'infanzia in America ma dai 17 anni Ë tornata a vivere in Israele dove fa sentire la sua voce, insieme ad altri intellettuali e artisti, per arrivare finalmente ad una soluzione pacifica della questione dello Stato palestinese. Con l'Italia ha un feeling speciale: di recente ha registrato un album di canzoni napoletane intitolato Noapolis, e tra le varie collaborazioni con il maestro Nicola Piovani resta nella memoria di tutti il brano Life is Beatiful per la colonna sonora del film premio Oscar di Roberto Benigni La vita Ë bella. Tra qualche giorno torner‡ ospite al Festival di Sanremo dove nel 2006 andÚ anche in gara con Carlo Fava e il Solis String Quartet con la canzone Discorso in generale, che vinse il premio della critica.

Sar‡ la sua quarta volta al Festival di Sanremo, cosa canter‡?
"InterpreterÚ Torna a Surriento nella serata di venerdÏ, quella dei duetti dedicati alla grande canzone italiana famosa nel mondo. La canterÚ in coppia con Eugenio Finardi, un artista che considero bravissimo. Ci scambieremo le parti: lui canter‡ la versione rock che fu di Elvis Presley, quella che nella versione americana si intitola Surrender. Eugenio ha la mamma americana, quindi il suo inglese Ë perfetto e credibile per questa versione. Io invece canterÚ la versione classica tradizionale napoletana con i Solis String Quartet. Sar‡ un'esibizione interessante perchÈ passeremo continuamente da una versione all'altra e ad un certo punto le intrecceremo: l'arrangiamento che abbiamo preparato Ë da questo punto di vista davvero molto bello. Sar‡ anche l'occasione per me di ricordare al pubblico del mio progetto Noapolis, un album nel quale ho interpretato le pi˘ belle canzoni napoletane, e la partecipazione al festival mi permetter‡ di parlare con il pubblico italiano del tour che terrÚ in Italia in autunno e che sar‡ realizzato in collaborazione con il World Food Program delle Nazioni Unite, per una raccolta fondi in favore dell'Africa".

Che ricordi ha del Festival?
"Sono felice di tornare a Sanremo, sar‡ la mia quarta volta sul palco del teatro Ariston per questo incredibile Festival. In quei giorni Ë un posto pazzo, pieno di caos, dove tutti si danno un gran da fare, parlano tutti insieme, c'Ë da impazzire, ma Ë divertente, Ë come essere in un casinÚ".

Come giudica la rivoluzione araba che ha portato cosÏ tanti cambiamenti nel Nord Africa?
"Quanto sta avvenendo Ë un segnale dinamico di cambiamento, e non credo che sia ancora finito. Ogni volta che qualcuno prende il suo destino nelle mani Ë un segnale da cogliere in modo positivo. In particolare sono molto sorpresa dall'Egitto per il riconoscimento della pace con Israele e per il loro progressivo avvicinamento a una forma di democrazia davvero compiuta. Tutto ciÚ che di positivo Ë avvenuto nel mondo arabo Ë il risultato del contributo delle giovani generazioni: ora mi piacerebbe che la stessa voglia di democrazia e partecipazione si allargasse a paesi come la Siria, in cui la situazione Ë devastante per la presenza di un regime tirannico, e all'Iran dove i moti studenteschi sono sempre stati repressi con la violenza da Amadinejad".


E come vede la situazione in Israele?
"Non credo che si faccia abbastanza per il riconoscimento delle minoranze e dei diritti delle donne. Personalmente partecipo sempre alle manifestazioni per le donne, e mi schiero apertamente contro le posizioni della minoranza ebreo ortodossa. Io non sono religiosa ma sono di cultura ebraica: spero che alle prossime elezioni vinca Yair Lapid, un candidato laico in grado di contrastare il potere crescente degli ambienti religiosi".

Six years after winning the Critics' Award at San Remo, Israeli singer Achinoam Nini (also known as Noa) is returning to the Italian music festival, this time as a guest.

Nini was invited by the festival's organizers to perform the song "Torna a Surriento", a huge hit which was once covered by Elvis Presley. She will take the stage on February 16 during a live broadcast to tens of millions of viewers across Europe.

Nini released an album with Neapolitan songs last summer, which was praised by many in Italy. Since then, she has been performing with the Neapolitan Solis string quartet.

"It's a wonderful feeling to return to San Remo," says Nini. "I have taken part in the festival three times, and the first time I arrived as a really young singer.

"This time they decided to honor the great Italian songs which have made it outside Italy. What's funny in my case is that I sing in Italian and my competitor sings in English."



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